Alimentazione Vegetariana : Non siamo fatti per essere carnivori. ECCO LA PROVA


28 giu 2014   //   by Nebrodi 5 Stelle   //   Acqua, Ambiente  


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L’EVIDENZA FISIOLOGICO-STRUTTURALE DEL CORPO UMANO

alimentazione vegetariana

Gli esseri umani sono molto spesso descritti come “onnivori” : questo è sbagliato. Tale classificazione e’ basata sull’”osservazione” che normalmente essi si nutrono di una grande varietà di cibi vegetali e animali. Tuttavia, cultura, tradizione e formazione giocano come elementi di disturbo nella valutazione delle nostre pratiche alimentari. Quindi, la mera osservazione non si può considerare come la tecnica migliore nel cercare di identificare quale sia la dieta più “naturale” per l’uomo. Per quanto la maggior parte degli esseri umani sia chiaramente onnivora dal punto di vista “comportamentale”, resta da chiarire se lo sia altrettanto da un punto di vista strutturale-anatomico.

Focalizzarsi sull’anatomia e sulla fisiologia umana rappresenta il modo migliore e più obiettivo di affrontare la questione. I mammiferi si sono anatomicamente e fisiologicamente adattati a procurarsi e a consumare un particolare tipo di cibo (è una pratica comune cercare di dedurre la probabile dieta delle specie estinte attraverso l’esame delle caratteristiche anatomiche dei loro resti fossili). Quindi, dobbiamo osservare i mammiferi carnivori, erbivori ed onnivori per individuare quali caratteristiche anatomo-fisiologiche sono associate ai diversi tipi di dieta e comparare le nostre caratteristiche per vedere a quale gruppo apparteniamo davvero.

Volendo definire un metodo per verificare se gli umani sono degli onnivori naturali, la procedura dovrebbe essere questa:

  • definire una lista di caratteristiche fisiologiche e parametri biochimici di tutte le specie naturalmente onnivore;
  • individuare le caratteristiche comuni a tutte le specie;
  • verificare la capacità discriminante di questa lista provando ad applicarla a specie di cui è già noto che sono onnivore, per verificare la bontà del test e infine, se questo test risulta accurato e corretto…
  • … verificare se i parametri della specie uomo soddisfano questo test.

NATURALMENTE, QUESTA VERIFICA, PER QUANTO PIUTTOSTO ELEMENTARE, NON E’ MAI STATA FATTA, E OGNI INDICAZIONE, DI QUALUNQUE FONTE, DEL FATTO CHE GLI UMANI SIANO “ONNIVORI”, RIFERISCE SOLAMENTE LE TENDENZE CULTURALI, E NON DATI OGGETTIVI DI NATURA FISIOLOGICA E BIOCHIMICA. Ecco dunque il confronto tra le caratteristiche dei carnivori, erbivori, onnivori (notare che nel seguito, con il termine “erbivori” si comprendono anche i “frugivori”).

MUSCOLI FACCIALI

Carnivori: ridotti, per permettere un’ampia apertura della bocca

Erbivori: ben sviluppati

Onnivori: ridotti

Umani: ben sviluppati

TIPO DI MANDIBOLA

Carnivori: ad angolo non ampio

Erbivori: ad angolo ampio

Onnivori: ad angolo non ampio

Umani: ad angolo ampio

POSIZIONE DELL’ARTICOLAZIONE MANDIBOLARE

Carnivori: sullo stesso piano dei denti molari

Erbivori: al di sopra del piano dei molari

Onnivori: sullo stesso piano dei denti molari

Umani: al di sopra del piano dei molari

MOVIMENTO MANDIBOLARE

Carnivori: tranciamento; minimo movimento laterale

Erbivori nessun tranciamento buon movimento laterale e ant.-posteriore

Onnivori: tranciamento; minimo movimento laterale

Umani: nessun tranciamento; buon movimento laterale e ant.-posteriore

PRINCIPALI MUSCOLI MANDIBOLARI

Carnivori: temporali

Erbivori: massetere e pterigoideo

Onnivori: temporali

Umani: massetere e pterigoideo

Apertura della bocca in rapporto alla dimensione della testa

Carnivori: grande

Erbivori: piccola

Onnivori: grande

Umani: piccola

DENTI INCISIVI

Carnivori: corti ed acuminati

Erbivori: ampi, piatti e a forma di spada

Onnivori: corti ed acuminati

Umani: ampi, piatti e a forma di spada

DENTI CANINI

Carnivori: lunghi, affilati e curvi

Erbivori: non taglienti e corti o lunghi (per difesa), o assenti

Onnivori: lunghi, affilati e curvi

Umani: corti e smussati

DENTI MOLARI

Carnivori: affilati, a forma di lama frastagliata

Erbivori: piatti con cuspidi, superfici complesse

Onnivori: a lame affilate e/o piatti

Umani: piatti con cuspidi nodulari

MASTICAZIONE

Carnivori: quasi nessuna; deglutizione del cibo intero

Erbivori: necessaria una prolungata masticazione

Onnivori: deglutizione del cibo quasi intero e/o semplice schiacciamento

Umani: necessaria una prolungata masticazione

SALIVA

Carnivori: assenza di enzimi digestivi

Erbivori: enzimi digestivi per i carboidrati

Onnivori: assenza di enzimi digestivi

Umani: enzimi digestivi per i carboidrati

TIPO DI STOMACO

Carnivori: semplice

Erbivori: semplice o a camere multiple

Onnivori: semplice

Umani: semplice

ACIDITA’ DELLO STOMACO

Carnivori: pH inferiore o uguale a 1 con cibo nello stomaco

Erbivori: pH 4 – 5 con cibo nello stomaco

Onnivori: pH inferiore o uguale a 1 con cibo nello stomaco

Umani: pH 4 – 5 con cibo nello stomaco

CAPACITA’ DELLO STOMACO

Carnivori: 60% – 70% del volume totale del tratto digestivo

Erbivori: inferiore al 30% del volume totale del tratto digestivo

Onnivori: 60% – 70% del volume totale del tratto digestivo

Umani: tra il 21% e il 27% del volume totale del tratto digestivo

LUNGHEZZA DELL’INTESTINO TENUE

Carnivori: da 3 a 6 volte la lunghezza del corpo

Erbivori: da 10 a piu’ di 12 volte la lunghezza del corpo

Onnivori: da 4 a 6 volte la lunghezza del corpo

Umani: da 10 a 11 volte la lunghezza del corpo

COLON

Carnivori: semplice, corto e liscio

Erbivori: lungo, complesso, puo’ essere con anse

Onnivori: semplice, corto e liscio

Umani: lungo, con anse

FEGATO

Carnivori: puo’ detossificare la vitamina A

Erbivori: non puo’ detossificare la vitamina A

Onnivori: puo’ detossificare la vitamina A

Umani: non puo’ detossificare la vitamina A

RENI

Carnivori: urine estremamente concentrate

Erbivori: urine moderatamente concentrate

Onnivori: urine estremamente concentrate

Umani: urine moderatamente concentrate

 UNGHIE

Carnivori: artigli affilati

Erbivori: unghie piatte o zoccoli

Onnivori: artigli affilati

Umani: unghie piatte

L’UOMO NON E’ UN CARNIVORO NATURALE

L’uomo non è carnivoro. L’organismo dell’uomo, contrariamente a quello dei carnivori, non è fatto per mangiare cadaveri di animali perché ne rimane intossicato a causa delle sostanze tossiche contenute nella carne stessa.

L’organismo di un animale carnivoro cerca di espellere la carne dal proprio corpo con la massima velocità possibile, data la sua tossicità. Una riprova di questo è data dal fatto che il suo intestino è lungo 3-6 volte il corpo, mentre quello dell’uomo (e degli animali frugivori) è pari a 9-12 volte la lunghezza del corpo. Inoltre le mucose spesse e muscolose dei carnivori tollerano forti succhi gastrici, necessari alla digestione della carne, mentre l’uomo ne rimane danneggiato.

L’essere umano appartiene all’ordine dei primati antropomorfi, per loro natura frugivori, cioè atti a consumare frutti, foglie, semi. La neurofisiologia, l’embriologia, l’anatomia comparata confermano come l’uomo sia strutturato per cibarsi di frutti, germogli freschi, foglie tenere, tuberi, radici e non di muscoli ossa ed interiora come i carnivori. Questi infatti hanno conformazione dentale, patrimonio enzimatico, organi visivi, strutture di offesa, caratteristiche di potenza e d’aggressività, apparato digerente, intestinale, escretorio, sudorifero, circolatorio adatti ad utilizzare l’alimento carneo anche come fonte glucidica, consumandolo crudo e completo di interiora e sangue.

Gli esseri umani senza mezzi artificiali difficilmente sarebbero in grado di cacciare. Molti sono ormai gli scienziati concordi nell’affermare che l’uomo si è convertito a consumare muscoli di animali (in principio carogne) per necessità legate alla inospitalità delle foreste nell’ambiente originario, circa 2 milioni di anni fa nell’era Neozoica, periodo Pleistoccne. In quell’epoca avvennero infatti glaciazioni, interglaciazioni (ritiro dei ghiacciai e avvento di climi più caldi) e periodi di siccità contrapposti a forti diluvi: eventi climatici instabili ed irregolari che decretarono la riduzione di gran parte della vegetazione spontanea, nonché il mutare delle foreste in savane.

L’Homo Habilis sarebbe dunque passato al carnivorismo per poter sopravvivere, pagando però lo scotto di un accorciamento della vita media. L’uomo è diventato carnivoro in epoche in cui non si conoscevano i danni della carne: oggi solo gli esquimesi restano un popolo carnivoro per necessità assoluta. Essi consumano non solo la carne ma anche gli organi interni e le interiora e bevono il sangue. La durata media della vita di questo popolo è di 25-30 anni. Muoiono vittime della arteriosclerosi causata dall’alimentazione carnivora.

Oggi noi non ammazziamo direttamente le nostre vittime, ma ci serviamo di intermediari che spesso non vediamo: i dipendenti dei mattatoi, i cacciatori, i pescatori. In questo modo perdiamo un anello importante della catena che unisce l’animale alla nostra tavola e questo sicuramente ci aiuta a giustificare, in qualche modo, una tale ed inutile violenza.

Gli animali più forti e resistenti alle fatiche fisiche sono vegetariani: l’elefante, il rinoceronte, l’ippopotamo, le scimmie antropomorfe (scimpanzé, gorilla, etc.) e quelli che l’uomo ha sempre sfruttato per eseguire lavori pesanti: il bue, il cavallo, l’asino. Gli animali prolifici sono vegetariani: il coniglio. Gli animali longevi sono vegetariani: l’elefante.

Fonte : www.reiki.info/Energie/Alimentazione/Vegan-non-siamo-fatti-per-mangiare-carne.htm

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